index

Dalla lettura delle carte appartenenti al filone milanese delle indagini  emergono altre circostanze utili per comprendere le ragioni per cui i Ligresti abbiano potuto operare per anni saccheggiando indisturbati il patrimonio di Fondiaria – SAI e delle altre società ad esse collegate, senza che tutto ciò venisse alla luce.

La famiglia Ligresti sembra infatti  avesse coperture politiche ed istituzionali che ne hanno garantito l’impunità; in primo luogo Silvio Berlusconi, Gianni Letta ed Ignazio La Russa. Ma soprattutto l’allora Presidente dell’ISVAP,  Giancarlo Giannini.  A questi, infatti, infatti,  pare fosse stata promessa la poltrona di Presidente dell’Antitrust, in cambio del favore reso ai Ligresti. A ciò portano le stesse dichiarazioni rese da Don Salvatore il quale, nel corso di un interrogatorio, ha ammesso di avere sollecitato Berlusconi in tal senso dopo che  l’ad di FONSAI, Emanuele Erbetta,  gli aveva espresso le sue preoccupazioni per la  probabile ispezione dell’ISVAP  in Fondiaria; “Pensavo che, interessandomi per Giannini, questi avrebbe avuto un occhio di riguardo per noi; l’esito del mio intervento, come si sa, non si è realizzato”.

Sempre Erbetta ha riferito che a Giannini sarebbe inoltre arrivato un vero fiume di denaro per il tramite di uno studio legale, indicato dallo stesso Giannini e  presso cui pare suo figlio avrebbe lavorato, fiume di denaro mascherato da parcelle milionarie (si parla di  complessivi 5,2 milioni di euro per l’anno 2010, 7,9 milioni di euro per l’anno 2011 ed addirittura 15,1 milioni di euro per l’anno 2012) per la gestione dei sinistri di Fondiaria SAI e della sua controllata Milano Assicurazioni; tale tesi è surrogata anche dalle dichiarazioni di Piergiorgio Peluso, figlio del ministro Cancellieri, il quale ha affermato di essere a conoscenza di tale circostanza in quanto a lui riportata da Sandro Salvati, defunto amministratore della Assicurativa Ligure, controllata dal gruppo Ligresti,  che gli avrebbe suggerito di andare a guardare con attenzione le parcelle di tale studio legale, facendogli capire che attraverso quel canale arrivavano a Giannini i soldi.

Secondo Erbetta, poi, Giannini avrebbe ricevuto dei soldi anche negli anni precedenti, attraverso una ONLUS, in quanto un broker segnalò l’opportunità che Fondiaria sponsorizzasse una colonia elioterapica gestita dall’ospedale Bambin Gesù di Roma, nell’ambito della quale la moglie di Giannini operava come volontaria.

Si parla, in questo caso, di cifre che si attestano tra i 60 e gli 80 milioni di euro; tutti soldi sottratti alle tasche degli azionisti FONSAI.

In considerazione di quanto sopra,  si può ritenere che vi siano ampi margini, per i soggetti danneggiati dall’operato di Ligresti & company, per aderire all’azione penale anche presso il Tribunale di Milano.

-per cui la procura di Milano ha richiesto il rinvio a giudizio per corruzione e calunnia-