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Giustizia per azionisti Ligresti | BLOG UFFICIALE

Blog in difesa degli azionisti parti lese nel Crack della galassia Ligresti

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antonellacarbone

Arresti domiciliari per Jonella Ligresti

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Il GIP di Torino Eleonora Montserrat Pappalettere ha concesso gli arresti domiciliari a  Jonella Ligresti, ex presidente della compagnia assicuratrice FONSAI,   accogliendo l’istanza avanzata dai suoi legali Lucio Lucia e Marco Benito Salomone e dopo che questi avevano avanzato una richiesta di patteggiamento -su cui la Procura di Torino si è dichiarata d’accordo- ad una pena di 3 anni e 4 mesi.

Nessuna richiesta di riti alternativi invece né per Salvatore Ligresti -già ai domiciliari per ragioni di età- né per gli ex manager Antonio Talarico, Emanuele Erbetta e Fausto Marchionni; per questi si procederà con giudizio immediato la cui prima udienza è prevista per il 4 dicembre p.v. presso il Tribunale di Torino.

Agli azionisti che intendano costituirsi come parti civili in tale procedimento non rimane molto tempo, in quanto la costituzione nel processo va fatta prima dell’inizio del dibattimento; occorre quindi procedere SUBITO!

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L’impeachment politico e la banda Ligresti

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Dalla lettura delle carte appartenenti al filone milanese delle indagini  emergono altre circostanze utili per comprendere le ragioni per cui i Ligresti abbiano potuto operare per anni saccheggiando indisturbati il patrimonio di Fondiaria – SAI e delle altre società ad esse collegate, senza che tutto ciò venisse alla luce.

La famiglia Ligresti sembra infatti  avesse coperture politiche ed istituzionali che ne hanno garantito l’impunità; in primo luogo Silvio Berlusconi, Gianni Letta ed Ignazio La Russa. Ma soprattutto l’allora Presidente dell’ISVAP,  Giancarlo Giannini.  A questi, infatti, infatti,  pare fosse stata promessa la poltrona di Presidente dell’Antitrust, in cambio del favore reso ai Ligresti. A ciò portano le stesse dichiarazioni rese da Don Salvatore il quale, nel corso di un interrogatorio, ha ammesso di avere sollecitato Berlusconi in tal senso dopo che  l’ad di FONSAI, Emanuele Erbetta,  gli aveva espresso le sue preoccupazioni per la  probabile ispezione dell’ISVAP  in Fondiaria; “Pensavo che, interessandomi per Giannini, questi avrebbe avuto un occhio di riguardo per noi; l’esito del mio intervento, come si sa, non si è realizzato”.

Sempre Erbetta ha riferito che a Giannini sarebbe inoltre arrivato un vero fiume di denaro per il tramite di uno studio legale, indicato dallo stesso Giannini e  presso cui pare suo figlio avrebbe lavorato, fiume di denaro mascherato da parcelle milionarie (si parla di  complessivi 5,2 milioni di euro per l’anno 2010, 7,9 milioni di euro per l’anno 2011 ed addirittura 15,1 milioni di euro per l’anno 2012) per la gestione dei sinistri di Fondiaria SAI e della sua controllata Milano Assicurazioni; tale tesi è surrogata anche dalle dichiarazioni di Piergiorgio Peluso, figlio del ministro Cancellieri, il quale ha affermato di essere a conoscenza di tale circostanza in quanto a lui riportata da Sandro Salvati, defunto amministratore della Assicurativa Ligure, controllata dal gruppo Ligresti,  che gli avrebbe suggerito di andare a guardare con attenzione le parcelle di tale studio legale, facendogli capire che attraverso quel canale arrivavano a Giannini i soldi.

Secondo Erbetta, poi, Giannini avrebbe ricevuto dei soldi anche negli anni precedenti, attraverso una ONLUS, in quanto un broker segnalò l’opportunità che Fondiaria sponsorizzasse una colonia elioterapica gestita dall’ospedale Bambin Gesù di Roma, nell’ambito della quale la moglie di Giannini operava come volontaria.

Si parla, in questo caso, di cifre che si attestano tra i 60 e gli 80 milioni di euro; tutti soldi sottratti alle tasche degli azionisti FONSAI.

In considerazione di quanto sopra,  si può ritenere che vi siano ampi margini, per i soggetti danneggiati dall’operato di Ligresti & company, per aderire all’azione penale anche presso il Tribunale di Milano.

-per cui la procura di Milano ha richiesto il rinvio a giudizio per corruzione e calunnia-

ANCHE IL PRESIDENTE ISVAP GIANNINI COINVOLTO NEL CRACK LIGRESTI

fonsai-unipol-258-200x140Il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, e il sostituto procuratore Luigi Orsi hanno chiuso ieri 13.11.2013 l’inchiesta sul gruppo Fondiaria Sai notificando a Salvatore Ligresti e a Giancarlo Giannini -quest’ultimo  presidente dell’ISVAP (ora denominata IVASS), Autorithy che si occupava della vigilanza sulle compagnie assicurative-  la richiesta di rinvio a giudizio per i reati di corruzione e concorso in corruzione.

I Pubblici Ministeri sono quindi giunti alla conclusione che Giannini, negli anni dal 2002 al 2010, ha effettivamente protetto e coperto le malversazioni del clan Ligresti.

E’ stato infatti appurato che Giannini aveva proposto ad un dirigente della vigilanza, Giovanni Cucinotta,  il quale aveva già dal 2009 segnalato problemi sulle riserve del gruppo, di rinviare  le ispezioni, che infatti partirono solo nell’ottobre del 2010; parimenti, aveva ostacolato il capo dell’ispettorato, Ignazio Bertuglia, il quale intendeva indagare sui compensi per milioni di euro che il gruppo  FONSAI elargiva a Salvatore e Jonella Ligresti mediante contratti di consulenza mai sottoposti nemmeno al vaglio del consiglio di amministrazione della società.

Tutto  questo gioca ovviamente a  favore dei  risparmiatori, i quali potranno costituirsi come parti civili per ottenere il risarcimento dei danni subiti non solo a Torino, ma anche a Milano

OCCORRE SOLO AGIRE IN FRETTA!

Ecco una scheda dei dati e documenti che dovete recuperare:

Titoli Acquistati   AZIONI □    OBBLIGAZIONI □    Altro □
 
Descrizione titolo————-  Importo—————– Data—————— acquisito/vendita/aumento di capitale———————– minusvalenza————–
___________________  _______________  _____________  _______________________________________  __________________
___________________  _______________  _____________  _______________________________________  __________________
___________________  _______________  _____________  _______________________________________  __________________
___________________  _______________  _____________  _______________________________________  __________________
 
Da allegare:
1 – copia dell’ordine di acquisto;
2 – copia dell’ordine di eseguito;
3 – copia dell’ordine di vendita/scadenza titolo (eventuale);
4 – documento attestante l’importo realizzato alla scadenza o alla vendita del titolo (eventuale);
5 – documento attestante l’attuale possesso dei titoli;
6 – copia documento d’identità valido e del codice fiscale dell’intestatario (o tutti i cointestatari dei titoli come sopra indicati).
Importo totale investito in Euro __________________________________________________
Banca e filiale dove è stato effettuato l’acquisto _____________________________________

Concordato post-fallimentare delle Holding Ligresti: perchè è un pregiudizio per gli azionisti e cosa fare

arresti_ligresti_fonsaiLe indagini in corso di svolgimento da parte delle Procure di Torino e di Milano, e che vertono sia sulle responsabilità di Salvatore Ligresti, sia della galassia che intorno a lui ruotava (banche, ISVAP, etc.), stanno giungendo ad una rapida conclusione e stanno evidenziando l’esistenza di un vero e proprio sistema di potere a copertura del clan Ligresti che ne ha favorito l’operato, occultando per anni le palesi e rilevanti anomalie che sarebbero altrimenti state facilmente rilevabili all’interno del gruppo FONSAI.

Ed infatti, mentre a Torino è prossimo l’inizio delle udienze nel processo penale in cui risultano imputati salvatore Ligresti ed i suoi figli, i quali dovranno rendere conto -unitamente ai vari manager e personaggi che si sono affacciati nell’operazione Premafin- dei bilanci ritoccati, della poco trasparente gestione e delle consulenze fittizie che hanno portato un danno diretto agli azionisti di FONSAI,   Milano Assicurazioni e Premafin, a Milano la Procura della Repubblica sta indagando sull’operato degli altri soggetti che hanno contribuito a causare il dissesto di  una compagnia assicurativa peraltro capace di  detenere il 40% del portafoglio assicurativo italiano.

E qui si evidenzia la posizione dell’ex condirettore del gruppo assicurativo Milano Assicurazioni, attraverso il quale l’ex re del mattone avrebbe ricevuto 7 milioni e mezzo di euro in tre anni (dal 2008 al 2011); il ruolo del finanziere francese Bollorè, indagato per aggiottaggio sulle azioni Premafin, il quale pare avrebbe contribuito a gonfiare il titolo che serviva da garanzia per le banche; l’ipotesi di bancarotta per le due holding IMCO e Sinergia e gli spostamenti di finanziamenti preferenziali a Unicredit nel 2010, anno in cui le società erano già in difficoltà; il famoso “papello” con cui Mediobanca avrebbe garantito a Ligresti and sons una buonuscita di 45 milioni di euro (oltre a diversi benefit) in cambio della cessione indolore di FONSAI ad Unipol;  e, non ultimo, l’operato di Giancarlo Giannini, ex Presidente ISVAP, il quale è indagato per avere rallentato ed ostacolato le ispezioni da  parte dell’Istituto di Vigilanza, cercando inoltre di dissuadere il capo dell’Ispettorato, Ignazio Battaglia, dal segnalare alla magistratura le sospette erogazioni di denaro da FONSAI a salvatore e Jonella Ligresti.

MA FATE ATTENZIONE!

Proprio in considerazione del nome e del numero dei soggetti che hanno colpevolmente occultato l’operato dei Ligresti, si sta tentando di favorire una rapida chiusura dello scandalo, in primis con proposte di concordato post-fallimentare per le due holding ligrestiane Sinergia ed IMCO avanzate non da soggetti terzi ed autonomi rispetto ai fallimenti, ma bensì dal fondo di Manfredi Catella, amico di lunghissima data di Salvatore Ligresti e dalle stesse banche che  prima hanno favorito Don Salvatore e che adesso si presentano come creditrici principali.

TUTTO CIO’ A SCAPITO DEGLI AZIONISTI, in quanto in questo caso ogni possibile azione giudiziaria sarebbe preclusa ed i Curatori fallimentari, i quali potrebbero alzare un velo e finalmente verificare quanto accaduto, verrebbero rimandati a casa con le armi spuntate.

OCCORRE QUINDI CHE I PICCOLI AZIONISTI FACCIANO SENTIRE LA LORO VOCE AL PIU’ PRESTO, SIA PER FARE EMERGERE LE VERE RESPONSABILITA’, CHIEDERE DANNI ED OTTENERE RISARCIMENTI, IMPEDENDO CHE QUESTA VICENDA SIA INSABBIATA AI DANNI DEI RISPARMIATORI; SIA PERCHE’ LE UDIENZE NEL PROCESSO PENALE DI TORINO SI AVVICINANO

OCCORRE, ENTRO I PRIMI DI DICEMBRE, COSTITUIRSI PARTE  CIVILE.

IL NOSTRO POOL DI AVVOCATI E’ A VOSTRA DISPOSIZIONE LASCIATE UN VS COMMENTO A QUESTO ARTICOLO:

CONTATATTECI!

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