Fonsai-Ligresti

Paolo Ligresti, accusato di falso in bilancio ed aggiotaggio informativo, sarà processato a Milano e non a Torino.  Il Giudice per l’Udienza preliminare Paola Boemio ha disposto il trasferimento del procedimento, per competenza territoriale, nel capoluogo lombardo.

 Si è infatti ritenuto che il comunicato inviato da Fondiaria SAI in data 23 marzo 2011 – comunicato che, secondo la Procura torinese, dichiarava il falso sottostimando le riserve sinistri per circa 500 milioni di euro- dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione della compagnia assicurativa, sarebbe stato immesso dalla sede Fonsai di Firenze alle 15.12 nella piattaforma «Nis-Network Information System» della  Borsa Italiana che ha sede a Milano la quale, decorsi i 15 minuti imposti dal regolamento Consob, alle 15.28 lo ha diffuso diffuse alle agenzie di stampa così precedendo di circa tre minuti una mail, avente identico contenuto,  inviata alle 15.31 e nove secondi alla mailing list dell’ufficio «Investor Relations» di Fonsai che aveva sede a Torino. La Procura di Torino aveva radicato la competenza sul proprio territorio sulla base della mail delle 15:31:09, mentre il reato di falso si sarebbe già integrato 189 secondi prima con l’invio della mail a Milano.

 In questa ottica, la messa a disposizione della notizia finanziaria falsa ad una pluralità di destinatari, elemento necessario del reato di aggiotaggio, si è realizzata prima a Milano, ed è quindi in quest’ultimo luogo che il processo nei confronti di Paolo Ligresti dovrà essere celebrato.  Insieme a lui, si spostano a Milano le posizioni dei consulenti FONSAI Pier Giorgio Bedogni e Fulvio Gismondi, nonché della stessa società FONSAI, chiamata in giudizio in virtù della legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli Enti.

 Ricordiamo che nelle scorse settimane, nell’ambito di questo procedimento,  sono stati sequestrati 2,5 milioni di euro destinati a Paolo Ligresti; inoltre,  il P.M. di Milano Luigi Orsi sta tuttora indagando sulle responsabilità delle banche e sul papello  firmato dall’Amministratore Delegato di mediobanca Albero Nagel, con il quale venivano assicurate ai Ligresti sostanziose buonuscite. La presenza di nuovi capitali aggredibili e l’allargamento delle indagini a soggetti quali le banche, evidentemente capienti, aumentano quindi le possibilità dei risparmiatori di vedersi riconosciuti i risarcimenti loro dovuti.

 Il 10 aprile 2014 è presumibile che accada lo stesso per il filone principale del processo, a carico di Salvatore Ligresti e gli altri ex top-manager, nel quale ci siamo già costituiti come parte civile in difesa di risparmiatori, come anche per l’ulteriore troncone stralciato, a carico di Jonella Ligresti. Anche infatti senza la nuova eccezione di incompetenza territoriale, sollevata preliminarmente dai difensori degli imputati e già rigettata, potrebbe essere lo stesso Tribunale a spogliarsi del processo per farlo spostare a Milano, evitando il rischio di invalidare in fase di appello l’intero giudizio di primo grado, ove svolto a Torino.

 La notizia positiva è che lo slittamento della sede processuale da Torino a Milano comporterebbe il rinnovo integrale dei termini in favore di tutti gli azionisti danneggiati dal crack, per potersi costituire parte civile ed ottenere l’integrale risarcimento delle perdite subite in conseguenza dei reati commessi dai Ligresti e manager Fonsai.

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